
Complice una splendida regia/fotografia, sono rimasto “folgorato” dalla semplicità e dalla ricchezza di contenuti presenti in una scena del film.
Armato di pazienza, ho trascritto il discorso dei due maestri.
(Per comodità, MC : sta per maestro Cinese MG : sta per maestro Giapponese).
MG : Dunque, da quello che mi dite, voi
non comprendete nulla dell’arte del te’?
MC : Non e’ che non comprenda,
solo non voglio comprendere.
Non voglio dividere in categorie il te’.
Finche’ rimane te’, per me va bene.
MG : Ma comunque il te’ ha differenti qualita’ e sapori.
MC : Ma cosa dobbiamo considerare buono?
E cosa cattivo?
Crescono comunque tutti naturalmente.
Non c’e’ buono ne’ cattivo.
MG : A me sembra invece che non comprendiate veramente.
Altrimenti sapreste discernere
il bene dal male.
MC : Anche voi avete ragione,
ma, dal mio punto di vista,
la qualita’ del te’,
non e’ certo determinata dal te’ stesso,
ma viene stabilita dall’uomo.
Persone differenti, fanno scelte differenti.
Ma io non voglio operare una scelta.
MG : Oh, e perche’?
MC : Perche’ il piacere del te’
dipende semplicemente dal tuo umore
Finche’ sei di buon umore,
la qualita’ del te’ e’ poi cosi’ importante?
MG : Oh, non ho mai considerato questo punto di vista.
Secondo la vostra prospettiva,ci sono tante
differenti scuole e fazioni nelle arti marziali.
Veramente credete che non vi siano differenze
fra esse?
MC : Ecco, credo che questo sia il caso.
MG : Allora mi piacerebbe chiedervi,
dato che non esistono differenze fra le arti marziali,
perche’ miglioriamo competendo l’un l’altro?
MC : Credo veramente non ci siano
differenze nelle arti marziali.
L’unica difformita’ e’ nell’abilita’ di chi le pratica.
Attraverso la competizione possiamo scoprire
e comprendere chi siamo veramente
perche’ il nostro vero avversario
possiamo essere noi stessi.
MG : Se solo attraverso la competizione
possiamo conoscere noi stessi,
allora volete dire
che la piu’ grande delle battaglie si svolge
dentro di noi?
Le vostre parole hanno guadagnato il mio
sincero rispetto.
Oggi siamo divenuti amici,
complice il piacere per il te’.
Ma ora smettiamola di parlare
e dimentichiamoci del te’.
Forza, gustiamolo.
MC : Gustiamolo.
Semplicemente POESIA!








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