Elfobianco Blog

Elfi si nasce, non si diventa.

6 Commenti »

  1. Bravissimo, sei un genio, chissà perchè nel picco della mia depressione scrivo “BELLA MERDA” su google, e mi esce un altro depresso come me per il mondo lavorativo….siamo proprio in tanti eh!
    Che bello!

    Commento di senyek | Luglio 8, 2008 | Replica

  2. ah ah anche voi?io dopo ricerche di lavoro invii di curriculum a quintali ho scritto su google “come merda si trova un lavoro ” e ho ritrovato voi che siete nella stessa barca!
    si il bello è quello, abbiamo sudato per questa benedetta laurea e ora che ce l’abbiamo non si trova lavoro!il ragionamento del ragazzo di prima l’ho fatto anche io:qualsiasi annuncio richiede minimo 3 o 5 anni di esperienza nel settore! ma come cavolo ce la facciamo l’esperienza se qualcuno non ci assume nemmeno per quella! neppure ad andarci gratis altro che sottopagati! continuiamo a mantenere a lavorare persone di 90 anni senza formare i giovani che poi vediamo da dove se la tirano fuori l’esperienza..dalla suola delle scarpe

    Commento di john | Settembre 22, 2008 | Replica

  3. hahahahahahahahahaha siamo presi proprio male :D

    Commento di elfobianco | Settembre 22, 2008 | Replica

  4. Sono stato nel settore delle tlc per 20 anni con una professionalità altissima dall’Italtel alla tecnosistemi alla Seam spezzatini carne da macello uno schifo totale ora ho 40 anni è ho abbandonato il settore perchè e solo sfruttamento o fere soldi da parte di imprenditori che hanno solo questo gusto VA>FFA Prodi un VAFFA a BERLUSconi un VAFFA ALLA DESTRA UN VAFFA ALLA SINISTRA siamo in un baratro dobbiamo riprenderci in mano noi le redini o ancora megio armarci e fare cadere tutte le teste di cazzo che ci hanno governato fin’ora un VAFFANCULO A TUTTI IMIDIA

    Commento di Luca | Settembre 29, 2008 | Replica

  5. ARBEIT MACHT FREI (Il lavoro rende liberi)

    Ti svegli in stato comatoso. Non ricordi bene cosa hai sognato la notte, ma sicuramente era qualcosa di spiacevole… Ti ritrovi in un lago di sudore. Non sai nemmeno chi sei ma sai quello che ti aspetta durante la giornata…
    No porca putt… l’uffico… Il tuo capo…
    La prima che cosa che vedi e’ la tua immagine arruffata davanti allo specchio della camera da letto. Non ti riconosci nemmeno. I capelli non sarebbero mai andati a posto con una semplice spazzolata, avresti dovuto lavarli.
    Guardi l’ora sul display della sveglia digitale… Cazzo eppure l’hai sentita benissimo… beep beep beep. L’hai spenta un’ora prima, non ne volevi sapere di alzarti. Ti sei girato dall’altra parte rinboccandoti le coperte.
    Il vomito per la giornata in corso incomincia a salire… Software da scrivere, capetto (pure balbuziente) da sopportare, colleghi di merda sempre pronti a metterti in croce alla prima gaffe o se fai una battuta scherzosa.
    Stai attento M. non lasciarti scappare nulla, non un fiato o sei fottuto. Certo il tuo comportamento avrebbe influito negativamente alla tua prossima scheda di valutazione, e saresti stato esentato dal premio di produzione, per’altro mai avuto.
    Sai che e’ tardi ma il tuo cervello non sa ancora impartire al corpo le istruzioni desiderate. Cazzo.. la caffettiera e’ ancora da svuotare dal giorno prima, avresti perso qualche minuto in piu’ per lavarla, riempirla e farti un caffe’.
    Ti lavi alla veloce, cerchi di avere almeno un aspetto che non faccia dubitare di essere un alienato in questa societa’ di merda sempre pronta a guardare cosa indossi e se il tuo look non e’ appropriato.
    Esci di casa con il cuore in gola, ma tanto sai che arriverai tardi. Per giunta prendi I mezzi pubblici, perche’ dopo dodici anni di lavoro e vivendo solo, scegli se avere una macchina e dormirci dentro oppure fare a meno della macchina e pagare un affitto, per stare in buco merdoso, in un quartiere merdoso, dove oramai e’ meglio se la sera non esci dopo le dieci…
    Ti incazzi come sempre perche’ il tempo corre e il pullman non arriva. Presto ne arriveranno tre di seguito, dopo trenta minuti di attesa. Il cuore non ha ancora ripreso il suo battito normale ma sta rallentando. Sei quasi anestetizzato e pensi alla merda che avresti mangiato durante la tua giornata.
    Fai il programmatore di computer. Che figo, ti senti dire quando ti imbatti in qualcuno che vuole sapere che mestiere fai.
    Software da scrivere. Mai che si presenti un lavoro che sai gia’ come fare. Scadenze assurde. Quando hai finito il tuo lavoro dopo una settimana, per una PICCOLA MODIFICA, e’ tutto da rifare. Bestemmi ma sai che non dovresti. Il tuo sogno e’ sempre quello, alla Matrix, dove entri nel palazzo, e carico d’armi inizi una sparatoria, dove nel tuo caso il palazzo e’ il posto di lavoro e I cattivi sono I tuoi superiori (si, hai anche l’impermeabile di pelle nera e gli occhiali da sole).
    Arrivi sul posto e prendi l’ascensore. Se sei fortunato non c’e’ nessuno, quindi niente discorsi del tipo “oggi fa freddo, era meglio la settimana scorsa”.
    Ma appena si aprono le porte, la prima cosa cosa che senti e’ balbettare…
    Che sei in ritardo e’ all’occhio di tutti. Passi nel corridoio come un condannato a morte verso il patibolo…
    Ci sono tutti, colleghi capetti di c… e grandi capi. Tutti gia’ alla macchina del caffe’ perche’ evidentemente giunti prima di te sul posto di lavoro. Senti qualche battuta. Sai che sei l’unico coglione che prende I mezzi pubblici per andare a lavorare in Italia e lasci perdere…
    Aspetti che tutti se ne vadano per prendere il secondo caffe’ della giornata, ma preferiresti tirare lo sciaquone per accelerare I tempi..
    Poi incominci il lavoro. Ti scordi che sei un essere umano e ti metti a parlare con la tua macchina. Ti scordi che la’ fuori c’e’ il mondo e cerchi di concentrarti sul tuo lavoro, ovvero su qualcosa che a te pare stupido, che non sai se servira’ mai a qualcuno e nessuno ti dira’ bravo se hai fatto bene ma ti sentirai dire che sei una merda se lo hai fatto male.
    Pensi tra te e te che poi il lavoro non e’ cosi’ malaccio, che chi sta peggio. Ma proprio in quel momento entra il tuo capetto a darti qualche notizia sgradevole che implica di aggiungere un altro lavoro oltre a quello che stai facendo, oppure capisci che devi riprendere il lavoro che stai facendo da zero. Ripensi che c’e’ qualcuno che sta peggio di te per non suicidarti con una pastiglia di cianuro o andando un attimo al cesso con una Gilette Superlama.
    Intanto arriva l’ora di pranzo ma tu non hai fame per la suddetta nausea e conati di vomito provocati dalla tua ennesima giornata di lavoro. Per giunta devi andare a pranzo con il tuo capetto, altrimenti nella tua prossima scheda di valutazione risulterebbe che sei un antosociale, un Bin Laden nella madre patria America.
    Allora ci vai mangiando contro voglia. Fai finta di ascoltare le battute del cazzo del tuo capo ma con la testa sei a mille kilometri di distanza. Alle volte ti fai scoprire e sai gia’ l’esito della tua prossima scheda di valutazione.
    Finita la tortura, se non rigetti al cesso, prendi un caffe’ da solo, con la scusa che poi vai a fumare ben sapendo che il capetto non fuma, perche’ altrimenti avresti smesso e incominciato pure una crociata antifumo.
    Speri che il pomeriggio passi in fretta e di non avere brutti incontri. Ma vieni a sapere che hai una riunione alle quattro che dovrebbe finire alle cinque, dove alle cinque sei ancora a meta’ di non sai bene cosa.
    Esci dal lavoro come un ladro, di soppiatto, attento a non farti scoprire da nessuno. Non aspetti nemmeno l’ascensore. Scendi le scale di botto e ti ritrovi a varcare la soglia del cancello, che reca la scritta ARBEIT MACHT FREI.
    Aspetti altri trenta minuti l’autobus, ma ormai non te ne frega piu’ nulla, tanto la giornata te la sei giocata.
    Arrivi a casa e scopri che hai il letto da fare, I piatti da lavare, I panni sporchi da mettere in lavatrice e stendere. Fatto questo decidi di mangiare un boccone. Apri il frigo ma non c’e’ nulla. Per forza, chi cazzo andava a fare la spesa nel frattempo?
    Ti stappi una birra e ti metti a navigare con la tua macchina, unico momento di svago in tutta una giornata. Intanto riempi il portacenere. Guardi l’ora. Toh e’ gia’ domani. Per vedere come va a finire rileggi questo testo da capo…

    Commento di M. | Novembre 12, 2008 | Replica

  6. Pienamente d’accordo con M. (Arbeit macht frei).
    Aggiungi pure che, se sei leggermente introverso come il sottoscritto, pur con un curriculum di tutto rispetto (laurea in ing. – 2 lingue straniere parlate in modo fluente, 2 esperienze di lavoro all’estero) ti tocca pure sentirti dire che non sei abbastanza bravo nelle relazioni interpersonali (sic!), il che spesso equivale a dire che non sai leccare il culo ai clienti/capi e fare la spia contro i colleghi.
    Oltretutto qualcuno mi spieghi che cazzo serve la laurea se, come dicono loro, “il 70% del lavoro si basa sulle relazioni interpersonali”?.
    Se a 19 anni andavo a lavorare potevo tranquillamente fare il lavoro che faccio ora, anzi , se anzichè andare a rompermi i coglioni in biblioteca 6 ore al gg. a farmi le seghe mentali con integrali, matrici e campi vettoriali andavo con gli amici o per figa a quest’ora sarei molto più sciolto e portato al contatto con le persone. Invece ho buttato nel cesso 5 anni con l’unico risultato di diventare un ALIENATO.

    Morale:
    A) ingegneria = perdita di tempo / presa per il culo
    B) mondo del lavoro = fogna / mare di merde infami
    C) andate per figa e vedrete che vi assumono più volentieri

    Commento di F. | Giugno 2, 2009 | Replica


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